Amon returns

Although new recordings for this project are not yet in progress, I’m glad to announce that a completely remastered 2CD set of “The Legacy“, originally released by Eibon Records in 1999 has finally entered the production stage. This new version of the album is entitled “The Innermost Legacy” and also contains a selection of tracks culled from some concerts I played during the late ’90s. This item will be released, once again, by Eibon Records in collaboration with Silentes towards the end of the year.

Hall of Mirrors’ “When Only Shades Remain” review on Ver Sacrum

A new review – in Italian – of “When Only Shades Remain” written by one Caesar was recently published on Ver Sacrum webzine:

Hall of Mirrors è il progetto dark-ambient di Andrea Marutti a.k.a. Amon e di Giuseppe Verticchio, di cui ora esce il quarto disco intitolato ‘When Only Shades Remain’, pubblicato dalla mitica Eibon Records, un nome che è ormai diventato un punto di riferimento consolidato per chi frequenta certi suoni. La musica contenuta in ‘When Only Shades Remain’ non si discosta sostanzialmente da quanto si conosce di questi artisti: siamo così di fronte a sonorità estremamente minimali ed evanescenti. Le sonorità degli Hall of Mirrors sono particolari: in pratica alla base c’è un lavoro di trattamento del suono attraverso l’uso di filtri. L’effetto generato è siderale e catartico, e ci proietta in una dimensione cosmica al di là del tempo e dello spazio, come si può ascoltare nella traccia iniziale ‘Flustered Among the Approaching Menaces’. Durante il flusso sonoro emerge ogni tanto un giro di basso che può ricordare certi moduli espressivi della New Wave, come nell’inizio della successiva ‘Across Forests of Fire’, che poi si dispiega attraverso suoni trattati di chitarra. In ‘Beyond the Ever-Changing Horizon’ le ambientazioni si fanno ancora più rarefatte e liturgiche, mentre i quasi venti minuti della conclusiva ‘Where the Soil Gathers Disquieted Souls’ ci immergono in un paesaggio apocalittico da fine del mondo. E’ una musica che fluttua tra luce ed ombra alla ricerca di universi sonori sconosciuti. ‘When Only Shades Remain’ si mantiene, in ogni caso, all’interno di coordinate stilistiche ben definite e nei confini del dark-ambient.

Hall of Mirrors’ “When Only Shades Remain” review on Onda Rock

A new review – Italian only – of “When Only Shades Remain” written by Roberto Mandolini was recently published on Onda Rock webzine:

Da Charlie Chaplin (‘The Circus’) a Woody Allen (‘Manhattan Murder Mystery’), passando per i Kraftwerk (‘Trans Europe Express’): la casa degli specchi ha sempre sedotto artisti di ogni dove e quando. Non ultimi Andrea Marutti (Amon) e Giuseppe Verticchio (Nimh), che da più di dieci anni collaborano nel progetto Hall of Mirrors: ‘When Only Shades Remain’ è il loro quarto album, pubblicato a sei anni di distanza dal precedente ‘Altered Nights’ (Malignant Records). Il suono degli HOM nasce da strati di chitarre e sintetizzatori trattati con filtri che ne dilatano l’essenza: il riff di ‘Flustered Among the Approaching Menaces’, la prima lunga traccia in scaletta su ‘When Only Shades Remain’, sembra ispirarsi ai deserti metafisici di Roy Montgomery, con il suo incedere cupo e liturgico; ancora più dilatata l’atmosfera sulla seguente ‘Across Forests of Fire’, un drone spaventoso dove le corde disegnano una linea melodica che sembra rubata a un classico dei Joy Division. La seconda parte del CD si apre con gli accordi grondanti malinconia della struggente ‘Beyond The Ever-Changing Horizon’, quasi una ballata in stile Twist of Fate, il gruppo che Verticchio divide con Daniela Gherardi: quattordici minuti in cui un accordo insegue se stesso per trovare un equilibrio tra ombra e luce.

Hall of Mirrors’ “When Only Shades Remain” review on Igloo Magazine

Another review of “When Only Shades Remain” written by Philippe Blache is now available on the Igloo Magazine website:

Hall of Mirrors is a collaborative side project headed by two pioneering actors of the Italian dark ambient scene: Andrea Marutti (alias Amon, Never Known) and Giuseppe Verticchio (alias Nimh, Twist of Fate). After several years of silence the duo is back, this time on Eibon Records (also responsible of the publication of many Marutti’s albums under his various monikers). If we currently place labels such as Malignant, Cold Spring, Cold Meat Industry as major figures in the rise and development of dark ambient music we should not forget the historical importance of Eibon Records, precisely in Italy. Among the most notorious acts released by this label we can notice Amon, Blood Box and Caul regarding isolationist and darkly chilling ambient music based on layered drones and languid otherwordly textures. ‘When Only Shades Remain’ reveals delicately creepy soundscaping atmospheres which seem to be closer to the first effort published by the duet (Reflections On Black), more distant to the blackened electronic drone inferno of ‘Altered Nights’ or the more sacred sound ritualism of ‘Forgotten Realm’. Consequently eerily fixated drones meet more calming, melancholic, reverberant detached guitar patterns, bordering a sea of vast quietness and deeper thoughtfulness. ‘When Only Shades Remain’ is one emotional story, beautifully sculpted and which alternates heavily wistful sequences with more melodious themes. Those enveloping tones, subtle echoing guitar lines, and lysergic drone passages evoke forgotten times, antique derelicts and mind travel. This is one tremendous effort with a few majestic heavenly moments (as in ‘Beyond the Ever Changing Horizon’). Recommended to any passionate followers of dark ambient music and striking sonic worlds.

Hall of Mirrors’ “When Only Shades Remain” review on Blow Up

A new review – in Italian only – of “When Only Shades Remain” written by Gino Dal Soler was published on the July/August issue of Blow Up magazine:

A distanza di sei anni dall’ultimo ‘Altered Nights’ tornano Andrea Marutti, che molti conoscono anche sotto gli alias Amon e Never Known, e Giusepppe Verticchio, conosciuto per i suoi progetti a nome Nimh e, in ambito piu acustico e folk, Twist of Fate con la moglie Daniela Gherardi. Come Hall of Mirrors sondano gli spazi siderali di una ambient che definire soltanto dark o noisy sarebbe un pelo riduttivo. La spazialità dei due pezzi monstre del CD, ‘Flustered Among the Approaching Menaces’ e soprattutto ‘Where The Soil Gathers Disquiet Souls’, che insieme si portano via quaranta minuti, contiene piu dettagli e sottigliezze in forma di atmosfere eteree e sospese, dove come nel Lustmord di ‘The Place Where the Black Stars Hang’ l’oscurita è sempre presente ma punteggiata da improvvise scie luminose. Marutti e Verticchio, che questa volta hanno fatto tutto a distanza perdendo forse qualcosa dell’immediatezza dell’incontro live, da navigati musicisti interstellari sanno dividersi bene i compiti con i synth, field recordings e trattamenti del primo e le vertiginose chitarre del secondo, con o senza ebow, oltre al suo thai gong, altri field recordings ed effetti a saturare l’ambiente di un suono sempre avvolgente e superbamente prodotto. Le ombre che infine rimangono dal loro pervadente wall of sound, sono come pareti di suono chiaroscurale, una dolente musica cosmica come nello Schulze piu meditativo, come la strana quiete che resta dopo un movimento tellurico, o come porgere l’orecchio a terra per udire suoni dal profondo. (7/8)

Hall of Mirrors “When Only Shades Remain” review on -Core

Reviews about “When Only Shades Remain” keep on coming, the following – in Italian – was written by Lorenzo Becciani for -Core:

Non nego di ritenere ‘Reflections On Black’ uno dei capolavori dark ambient dello scorso decennio. Poi sono usciti gli ottimi ‘Forgotten Realm’ e ‘Altered Nights’ con i quali il progetto di Andrea Marutti (Amon) e Giuseppe Verticchio (Nimh) ha sviluppato il proprio stile e reso ancora più peculiare la propria identità sonora. Il connubio con Eibon Records – etichetta che oltre a promuovere Canaan e Neronoia ha saputo distinguersi fin dall’inizio della sua avventura come una delle realtà indipendenti più oscure e lungimiranti del panorama europeo – si traduce in quattro tracce ‘estenuanti’, due delle quali attorno ai venti minuti, che mettono alla prova il subconscio dell’ascoltatore sfidandolo sul territorio che meno gli aggrada ovvero quello dei propri incubi, di un rapporto con la Natura che si sta sgretolando (da lì i rumori ed i field recordings ‘raccolti’ con un Tascam DR-05) e di una coscienza che prima o poi dovrà essere lavata (da brividi ‘Beyond the Ever-Changing Horizon’). ‘When Only Shades Remain’ può essere letto secondo più angoli ma alla fine il risultato è sempre una profonda alienazione dal disagio che ci circonda. D’altra parte, quando l’unica fonte di luce è data dalla nostra stessa ombra non c’è altra scelta.

Hall of Mirrors “When Only Shades Remain” review on Darkroom

Another review – once again, in Italian only – of “When Only Shades Remain” was recently written by Michele Viali for Darkroom Magazine:

Il ritorno di Hall of Mirrors, progetto tutto italiano firmato da Andrea Marutti (Amon) e Giuseppe Verticchio (Nimh), è all’insegna di suoni più tenui rispetto al precedente ‘Altered Nights’ del 2012. I nostri infatti, attraverso quattro lunghe tracce, mescolano i sentori dark-ambientali di un tempo ai già noti spunti rumoristici attivi sullo sfondo, inserendo un pizzico di melodie di stampo post-rock grazie all’uso di chitarre e di synth. Ne esce un lavoro che incrocia la classicità post-industriale ad atmosfere laconiche, tese verso un passato sfocato o verso panorami che si stendono a vista d’occhio in un orizzonte sterminato. Le basi abrasive a bassa intensità si alternano a brezze tonali lievi (Flustered Among the Approaching Menaces) attraverso strutture che sfruttano andamenti ondulatori pregni di momenti intensi ed evocativi, forse meno complessi rispetto a quanto creato in precedenza ma di grande effetto emozionale. Le chitarre sottili e accennate danno un tocco di modernità rock (Across Forests of Fire) in cui poter mescolare calma e oscurità, spazi eterei e sognanti, quadri uggiosi dove si intravede un filo di luce (Where The Soil Gathers Disquieted Souls). Nel complesso emerge la grande forza evocativa già messa in mostra in altri lavori del progetto, ricca di ricordi che tendono verso sprazzi di vita perduta ed echi di memorie indefinite. La classe compositiva di Andrea e Giuseppe fa come al solito la differenza, e pur cambiando alcune coordinate, si arriva ad un risultato di grande raffinatezza sonora ed evocativa. Ancora una volta un’uscita superiore alla media del settore, per due autori ad oggi ancora troppo poco considerati. Confezione in essenziale digisleeve apribile quadrato con cover interna ed informazioni di rito.